Sinpecado nuove tecnologie dal web

30lug/10

iPhone 4, la prova su strada

In vendita da oggi il supertelefonino Apple: lo abbiamo testato e vi raccontiamo come funziona e cosa fare per usarlo al meglio

Arriva oggi 30 luglio nei negozi italiani l'iPhone 4, forse il prodotto Apple di cui più si è parlato negli ultimi tempi. E non sempre bene: un paio di settimane fa, Steve Jobs ha convocato una conferenza stampa per cercare di smontare l'«Antennagate», una tempesta mediatica che ha trasformato un successo (tre milioni di esemplari venduti in tre settimane) in un disastro. Il nuovo supertelefonino Apple, infatti, più che per le sue raffinatezze tecnologiche, è diventato famoso per un difetto: impugnandolo in un certo modo la ricezione peggiorerebbe fino a scomparire. Jobs ha ammesso in parte il problema –comune però a molti altri telefonini - e ha deciso di regalare (anche in Italia) una custodia in silicone che protegge il corpo in vetro e acciaio dell'apparecchio e riduce le interferenze.

L'antenna
Abbiamo testato l'iPhone 4 per alcuni giorni, tra Milano, Torino e Napoli. All'aperto e al chiuso, nella metropolitana, sul treno, in auto. A meno di non essere mancini, non è facile coprire con la mano il punto debole dello smartphone Apple, che è l'angolo in basso a sinistra. Ma anche così, e anche se l'indicatore di campo segna qualche tacca in meno, normalmente la linea non cade e la connessione internet continua a funzionare. Il fenomeno, insomma, esiste, ma in aree dove la copertura della rete cellulare è buona non impedisce di usare al meglio l'iPhone 4. Che, anzi, è più sensibile del modello precedente e permette di fare e ricevere telefonate anche in garage e ascensori, dove il 3GS rimaneva muto. In questi casi, tuttavia, le voci possono risultare metalliche; qualche volta è anche successo che la comunicazione si interrompesse. L'«Antennagate», alla fine sembrerebbe inspiegabile, non fosse per la scarsa qualità del segnale di AT&T, che negli Usa è il solo operatore autorizzato a distribuire lo smartphone Apple. E infatti non si registrano le stesse lamentele in Germania, Francia, Regno unito e Giappone, dove l'iPhone 4 è in vendita da oltre un mese e la rete cellulare è più capillare e più efficiente di quella americana.

Il resto
L'iPhone 4 adopera lo stesso processore dell'iPad, la fortunata tavoletta-computer di Apple: è molto veloce nell'uso e parco nei consumi, tanto che la batteria arriva a una giornata intera, tra telefonate, navigazione su internet, notifiche push, wi-fi (pure questo migliorato), foto e video. La qualità delle immagini è cresciuta, grazie alla fotocamera che passa da 3 a 5 Megapixel; finalmente è stato aggiunto un flash per le riprese al buio. A breve arriverà anche la versione per iPhone di iMovie, il software Apple per montaggi di video e immagini in HD, da condividere poi via internet o da vedere in tv tramite un cavetto: negli Usa qualcuno ci ha già fatto un film. Il punto forte dell'apparecchio è però il display, che dei modelli precedenti riprende le dimensioni (3,5 pollici), quadruplicandone la risoluzione: i testi, anche microscopici, si leggono ora senza fatica, le immagini hanno un dettaglio e una profondità mai viste, i video sono chiarissimi (specie i cartoons). Ci guadagnano pure i libri, e infatti sul nuovo iPhone c'è l'applicazione per eBook dell'iPad: si può iniziare a leggere un testo su un apparecchio, mettere un segnalibro, e sull'altro sarà sincronizzato automaticamente.

L'evoluzione
A tre anni e sessanta milioni di esemplari dal debutto, la versione attuale ha coperto quasi tutte le lacune rimproverate al primo iPhone: al'inizio sono arrivati gli Mms, poi il video, la fotocamera è stata rivista, le connessioni a reti telefoniche e wifi rese più veloci, la memoria maggiorata e sono state aggiunte numerose altre funzioni. Il nuovo sistema operativo (installabile anche sul 3GS) offre finalmente il multitasking: ora, ad esempio, si può continuare ad usare Skype per parlare e allo stesso tempo navigare sul web con Safari. Ma solo con l'iPhone 4, che ha una fotocamera frontale, è possibile utilizzare FaceTime e parlare guardandosi negli occhi (l'interlocutore deve avere lo stesso apparecchio ed essere connesso tramite rete wifi). La qualità è ottima, ma la videochiamata esiste da anni e chissà se davvero Jobs riuscirà a renderla popolare. Intanto è riuscito a fare dell'iPhone 4 l'ennesimo feticcio tecnologico di Apple: non è compatibile con i siti web in Flash, monta batterie non sostituibili e funziona solo con le applicazioni approvate a Cupertino, però è bellissimo.

Istruzioni per l'uso
L'iPhone 4 è uno dei pochissimi telefonini con scheda micro Sim. Se si vuole conservare il numero bisogna farsi cambiare la vecchia Sim o provare a tagliarla artigianalmente, col rischio di renderla inutilizzabile.
Al momento l'iPhone 4 si può acquistare esclusivamente nella versione nera; per quella bianca si dovrà aspettare ancora, nonostante la promessa di Jobs, che due settimane fa aveva confermato la disponibilità per fine mese. Pare che problemi di lavorazione ne rallentino la produzione e che gli esemplari finora realizzati non soddisfino ancora lo standard qualitativo di Apple.
Orientarsi nella giungla delle offerte è difficilissimo. Con contratto, l'iPhone 4 ha prezzi variabili da zero euro (Tre Italia) fino a oltre 1500, a seconda dei servizi inclusi, del numero di rate mensili e della durata dell'abbonamento. La versione sbloccata da 16 GB è in vendita da Tim, Vodafone, negli Apple store e online a 659 euro, quella da 32 GB a 779, ma Tre Italia le propone rispettivamente a 599 e 699 euro.
Come in Usa, anche da noi chi non fosse soddisfatto può restituire l'iPhone 4 entro 30 giorni e ottenere un rimborso totale. Interpellati direttamente sulla questione, in via informale Tim, Vodafone e Tre Italia confermano la clausola soddisfatti o rimborsati di Apple, tuttavia le modalità potrebbero variare a seconda dell'operatore.
I "bumper" di Apple sono gratis anche da noi fino alla fine di settembre. Non saranno distribuiti insieme all'iPhone: sembra incredibile, ma esiste un'app con cui prenotarli per averli direttamente a casa.

fonte:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=31&ID_articolo=280&ID_sezione=39&sezione=

28lug/10

Da venerdì in Italia iPhone 4 ecco le tariffe degli operatori

Le anticipazioni sui piani che permetteranno agli utenti di acquistare il nuovo cellulare senza spendere troppo. Nel complesso si tratta di costi più elevati di quelli abituali nel nostro Paese
di ALESSANDRO LONGO

Venerdì l'iPhone 4 sbarcherà nei negozi italiani 1 e sul web già sono trapelate le tariffe degli operatori mobili: sono quelle che, a fronte di un canone mensile, consentiranno agli utenti di portarsi a casa il nuovo cellulare senza svenarsi. Cioè, a seconda dei casi, permetteranno di averlo a prezzo scontato (da 69 euro) oppure senza dover anticipare alcuna spesa ("costo zero", anche se non vuol dire gratis perché ci si impegna a un esborso mensile). I canoni includono anche traffico da fare con il cellulare (internet e telefonate). Per la maggior parte degli italiani interessati all'iPhone, le offerte degli operatori saranno la sola strada praticabile per averlo. L'alternativa - comprarlo a prezzo pieno, senza obblighi con operatori - è alla portata di poche tasche: 659 euro per la versione da 16 GB (Gigabyte), 779 euro per quella da 32 GB. Il che lo rende l'iPhone più caro mai uscito finora e uno dei cellulari più costosi nella storia. Il precedente modello (3GS) costava 719 euro nella versione con hard disk più capiente.

LE TABELLE 2

Va detto che le tariffe trapelate non sono ancora quelle ufficialmente comunicate dagli operatori, ma sono state fornite da fonti a loro vicine. Sono corrette e definitive, a quanto ha potuto appurare Repubblica.it. Hanno una cosa in comune: costi totali elevati rispetto a quanto l'italiano medio è abituato a pagare per un cellulare, anche se spalmati nel tempo. Prendere la scorciatoia offerta dagli operatori per non comprare a prezzo pieno l'iPhone significa impegnarsi per almeno mille euro. A tanto infatti ammontano i canoni più economici, se sommiamo quelli obbligatori da contratto (24 mesi per Tim e Vodafone, 30 mesi per 3 Italia). Si distingue per aggressività l'offerta di 3 Italia, come notano tutti gli esperti di tariffe sul web. Per prima cosa, è il solo a dare il cellulare senza vincoli a prezzi inferiori a quelli Apple: 599 e 699 euro, rispettivamente per il modello a 16 e a 32 GB. Significa che è possibile prenderlo a prezzo scontato da 3 e poi usarlo con qualsiasi operatore e tariffa.


Quanto poi ai piani associati a un canone, "quelli di 3 sono di gran lunga i più economici. Dà l'iPhone 4 anche senza costi iniziali, con canoni che partono da 29 euro al mese più la tassa di concessione governativa e che includono anche traffico telefonico e internet - dice Alessandro Bruzzi, responsabile dell'osservatorio Sos Tariffe 3 - Certo da parte di 3 è una scommessa per rubare clienti medio-alto spendenti ai concorrenti". Di contro, l'utente si impegna con 3 per 30 mesi, contro i 24 degli altri operatori. Ricordiamo inoltre che il canone include solo il traffico dati su rete Umts/Hspa. Gli abbonamenti di 3, per l'iPhone, vanno da 29 a 149 euro, ma ci sono anche piani ricaricabili, con un prezzo di acquisto dell'iPhone da zero a 399 euro.

"Ci sono punti di forza anche nei piani di Vodafone, anche se in genere sono più cari", continua Bruzzi. Partono da 29 euro al mese, con un'offerta che include solo internet (le chiamate sono a consumo) e la possibilità di comprare l'iPhone 16 GB a 69 euro (a 129 euro quello a 32 GB). Altro aspetto distintivo di quest'operatore è l'aggiunta, in molti piani tariffari, di chiamate illimitate gratuite a un numero Vodafone. I piani che includono le telefonate, però, fanno pagare internet a parte (10 euro al mese per i 2 GB) e fanno comprare il cellulare a un costo più elevato, fino a 329 euro. Hanno canoni di 25, 50 e 100 euro al mese per i primi 12 mesi; il doppio per i restanti 12.

Una via di mezzo tra 3 e Vodafone, quanto a costi, sono le tariffe di Tim. Dà l'iPhone con i piani Tutto Compreso (500, 1000 o 1.500 minuti di chiamate, a 29, 49 e 69 euro al mese) a cui vanno sommati 20 euro al mese per avere il cellulare 16 GB a costo zero (25 euro per quello a 32 GB). Più 8 euro al mese per navigare in internet (solo 1 GB incluso, contro i 2GB di 3 e di Vodafone). Si consideri che non ha senso comprare un iPhone e poi non navigare in internet. Si parte quindi da 57 euro al mese. I punti di forza sono tre: tassa di concessione governativa rimborsata per 12 mesi (mentre con gli altri operatori si paga a parte, 5,16 euro al mese), ampia copertura di rete veloce grazie all'Edge (che è una via di mezzo tra Gprs e Umts ed è solo con Tim) e possibilità di avere il cellulare a costo zero.

Se confrontiamo le tariffe più economiche dei tre operatori, tra quelle che includono telefonate, risulta che il costo totale su due anni è di 1.368 euro (Tim Tutto Compreso 500), 1.529,84 euro (Vodafone Più Facile Special Edition) e 819 euro (3 Italia Top 400, a cui vanno aggiunti però altri sei mesi di canoni obbligatori). Vodafone dà più chiamate, mentre 3 ha anche gli sms, a differenza degli altri operatori. "In generale, Tim e Vodafone sono più cari di 3 Italia ma danno un servizio migliore per il call center e la copertura di rete", chiosa Bruzzi.

fonte:
http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/07/27/news/tariffe_iphone_4-5865959/?ref=HREC1-12


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28lug/10

‘Noi, Robot’, il libro diventa 2.0

di Francesca Tarissi
Un’opera che ha la forma di un libro e l’anima di un software, che racconta il legame tra esseri umani e creature elettroniche. E che si aggiorna con nuovi capitoli scaricabili dal web

S’intitola Noi, Robot, un titolo che fa pensare subito a Asimov e Alan Parson. Solo che stavolta è al plurale e sulla copertina di un libro non di fantascienza, ma che racconta gli automi e il loro rapporto ormai consolidato con gli esseri umani. E un po’ come i robot, quest'opera di Diego Pierini vive quasi una vita propria, arricchendosi ed evolvendo progressivamente nel tempo. Acquistabile online al prezzo di 1,50 euro, il testo rappresenta infatti un esperimento di nuova editoria digitale: si scarica dalla rete in formato Pdf, si legge sul computer e dispositivi quali Kindle, iPhone e iPad. E soprattutto, si aggiorna con nuovi capitoli, scaricabili dal web.
Noi, Robot è un’opera che ha la forma di un libro e l’anima di un software e che ambisce a crescere, partendo da una versione 1.0 e arrivando fin dove potrà. Soprattutto uno scritto in cui la parola ‘fine’ non pone termine al legame instaurato con il lettore. In un momento storico in cui le azioni degli uomini sono annodate (anche senza fili) alle possibilità delle macchine, Noi Robot rappresenta una lettura utile per capire come ogni nostro pensiero è oggi più prossimo alla possibilità di realizzazione, attraverso l'aiuto delle braccia e delle menti cibernetiche. Nella Rete delle connessioni tra esseri biologici e entità digitali, ormai il confine tra l'uomo e il suo alter ego robot è molto labile

E, contenuti del libro a parte a parte, internet è altro protagonista di questa opera di Pierini, con le sue modalità inedite di creare un link tra testo e lettori. Non a caso ‘Noi, Robot’ ad oggi vanta un blog dedicato all’url (www.noirobot.it ) ed una pagina Facebook (http://www.facebook.com/pages/Noi-Robot/295414208542?ref=search) in cui l’autore descrive le 191 pagine che compongono il testo come: “Un libero percorso storico, filosofico e scientifico affrontato con l’aiuto dell’immaginazione e con il passepartout imprescindibile della fantascienza, alla scoperta dei punti di contatto tra uomo e macchina”.

Edito nella versione elettronica da Banda Larga (www.bandalargaeditore.it), il libro è disponibile anche in versione cartacea in edizione Lampi di Stampa. Da notare però che chi opta per il formato tradizionale su carta perde un po’ dell’idea intrinseca all’operazione stessa ed è comunque costretto a fare ricorso alla rete per poter leggere le integrazioni e gli update gratuiti disponibili periodicamente on line. Insomma, per goderselo appieno, la versione elettronica è la via migliore.

fonte:
http://canali.kataweb.it/kataweb-itech/2010/07/23/noi-robot/

15lug/10

Paypal arriva sugli smartphone

di Francesca Tarissi
Mobile Express Checkout è il nuovo sistema di pagamento in mobilità di Paypal, al momento disponibile su iPhone e sistemi Android 2.0. Ecco come funziona


E-commerce in mobilità, ovunque nel mondo, direttamente dal proprio smartphone: Mobile Express Checkout è il nuovo sistema di pagamento sviluppato dalla piattaforma PayPal (www.paypal.it/it), che consente di fare shopping sul web utilizzando il cellulare, in pochi passaggi e senza digitare i dati personali.

A breve utilizzabile su iPhone e smartphone con sistema operativo Android 2.0 e superiore, Mobile Express Checkout è già stato integrato in anteprima da Nike e Buy.com e dopo l’estate sarà disponibile per tutti gli altri merchant.

Ad oggi PayPal è presente in 190 Paesi ed è stato adottato come metodo di pagamento da oltre 200mila siti nel mondo, di cui la metà in Europa. Mobile Express Checkout non è che l’ultima applicazione in ordine di tempo sviluppata dall’azienda, per trasformare i cellulari di nuova generazione in veri e propri portafogli digitali mobili, andando a pescare in quell’enorme bacino composto da 172 milioni di utilizzatori di smartphone in tutto il mondo e puntando a realizzare entro la fine dell’anno oltre mezzo miliardo di dollari di volume di transazioni e più di cinque milioni di iscritti che regolarmente usano PayPal dai loro dispositivi. Non a caso nei mesi scorsi è stata lanciata Send Money, la app gratuita per iPhone e iPod Touch che include i servizi Bump, Split Check e Collect Money.

Split Check aiuta a sistemare la suddivisione di un conto da pagare fino a venti persone, rimborsando la propria quota immediatamente sul conto PayPal di chi ha pagato per tutti. La funzione Collect Money permette invece di richiedere denaro da più persone, dunque di realizzare una sorta di colletta, prestandosi come mezzo di raccolta quando si tratta di anticipare dei soldi o di farsi farsi carico dell’acquisto di biglietti per i concerti, dell’aereo o del treno, ingressi ai musei o al cinema. Infine la funzione Bump consente di trasferire denaro fra due conti PayPal semplicemente 'scontrando' due melafonini.

fonte:
http://canali.kataweb.it/kataweb-itech/2010/07/14/paypal-arriva-sugli-smartphone/

12lug/10

Ar.Drone, il primo elicottero radiocomandato per iphone

Far volare un elicottero radiocomandato con l’iphone?

Da oggi è possibile grazie a questa “trovata” di parrot; infatti è possibile pilotare un quadricottero direttamente con il vostro iphone.
Grazie alla realtà aumentata, è possibile interfacciarsi alla realtà come fosse un videogioco, ecco di cosa si tratta Video
“Parrot ha lanciato il progetto AR.Drone come piattaforma aperta. Il codice sorgente del software di pilotaggio è disponibile per gli sviluppatori che vogliono creare i giochi. È possibile entrare nella comunità di sviluppatori sul sito Web www.ardrone.org
Il prezzo di Ar.Drone è di 299€ e sarà disponibile nei negozi a partire da settembre 2010


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12lug/10

Android in fuga, Windows cala

I dati di ComScore mostrano le preferenze degli americani nel mondo smartphone. Apple in calo, forse in attesa di iPhone 4.

È una situazione davvero fluida quell ache si registra sul mercato degli smartphone. Lo mostrano gli ultimi dati presentati da ComScore che analizzano, va detto il solo mercato statunitense in un arco di tre mesi che vanno da inizio marzo a fine maggio 2010. Dati comunque interessanti, perché espressione di una tendenza in atto e facilmente replicabile anche su altri mercati, forse con tempistiche differenti.

Il primo dato che vale la pena evidenziare è quello relative alla diffusione degli smartphone.
Secondo ComScore, alla fine del mese di maggio erano 49,1 milioni gli americani possessori di uno smartphone, con una crescita dell'8,1% rispetto ai tre mesi immediatamente precedenti, vale a dire alla fine del mese di febbraio.

Di questi oltre 49 milioni di statunitensi, il 41,7% possiede un BlackBerry, il 24,4% un iPhone, il 13,2% un dispositivo con sistema operativo Microsoft (Windows Mobile nelle sue diverse declinazioni), il 13% uno smartphone con cuore Android e il 4,8% un Palm.

Interessante, in questo scenario, è constatare come l'unico sistema operativo in crescita sia Android, che guadagna un 4% erodendo quote agli altri.
La più penalizzata è Microsoft, che perde l'1,9%, seguita da Apple, con un -15 secco. Palm perde uno 0,6%, mentre Rim contiene il regresso a un -0,4%.

ComScore evidenzia come per Apple il dato possa essere in qualche misura falsato dalle attese del rilascio dell'iPhone 4 in giugno e che dunque bisognerà attendere le prossime rilevazioni per verificarne l'impatto.
Che però sia il momento di Android, nessuno può negarlo.

C'è poi un altro dato, nell'analisi ComScore, che merita una riflessione.
Pare che gli americani (perché è sempre solo di questo mercato che stiamo ancora parlando) comincino a sapere cosa farsene degli smartphone che acquistano.
Perché se è vero che il 65,2% degli utenti continua a mandare sms, c'è ormai un 31,9% di utenti che naviga il Web, un 30% che scarica applicazioni, un 20,8% che utilizza gli smartphone per attività sui social network o sui blog.

fonte:
http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_109656,00.html

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12lug/10

iPhone 4 in Italia a fine luglio?

Dopo il ritardo motivato da Apple dall'eccessiva richiesta del nuovo melafonino, ora la data di lancio per l'Italia è il 30 Luglio. Forse


di Danilo Loda

Il 30 luglio dovrebbe finalmente essere la data che tutti i gli appassionati dell'iPhone 4 attendono con ansia. Anche se non ufficialmente sia 3 sia Vodafone dovrebbero mettere in vendita presso i loro store il nuovo nato di casa Apple. L'ultima indiscrezione riguarda TIM che secondo fonti non confermate dovrebbe diventare il terzo operatore ad avere a listino il melafonino. La battaglia quindi tra i tre operatori si sposterà sulle tariffe da abbinare allo smartphone, visto che il prezzo senza abbonamento allegato rimarà uguale per tutti, ad oggi non ancora svelato, ma si parla di un costo che si stima intorno ai 639 per il modello da 16 Gb mentre si andrà oltre i 700 euro per il modello con 32 GB.

fonte:
http://www.pcworld.it/notizia/120587/2010-07-12/iPhone-4-in-Italia-il-30-Luglio-forse.html

8lug/10

Sinpecado.net sbarca su Iphone

Ho ceduto alla tentazione
Dopo tanto tempo trascorso pensando solo agli aspetti negativi di comprare un Iphone, bhe mi sono ricreduto.
Devo dire che la comodità nella mia vita regna sovrana e perchè non averla a portata di mano......e compriamocelo 'sto iphone.
A volte la pubblicità è ingannevole, ma quando dicono "c'è un app per tutto", ve lo assicuro c'è veramente.
Dopo questa premessa, invito i lettori a navigare www.sinpecado.net direttamente dall'iphone, in modo da poter avere in in pochi secondi le novità del mondo della tecnologia, ottimizzate per iphone.

ecco un anteprima di come viene visualizzato:

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6lug/10

Apple e la ricezione dell’iPhone 4 “Col software sistemeremo tutto”

Steve Jobs risponde agli utenti sui problemi del nuovo melafonino e promette un aggiornamento risolutivo a breve termine. Ma la risposta coglie gli utenti in contropiede e le polemiche non si placano
DI TIZIANO TONIUTTI

DOPO l'alluvione di critiche, polemiche e prese in giro, fino alla class action 1 degli ultimi giorni, Apple decide di rispondere sulla questione dei problemi di ricezione 2 del nuovo iPhone 4. Ma la replica dell'azienda prende tutti di sorpresa: secondo Steve Jobs non sarebbe l'antenna incorporata nella scocca del telefono a perdere il segnale se l'apparecchio è impugnato in un certo modo. Piuttosto, si tratterebbe di un problema software, di cui comunque Apple si assume la responsabilità.

Tacche e banda. Il difetto non è fisico, secondo Apple. E quindi, l'azienda eviterà di richiamare gli apparecchi venduti finora. L'origine del problema secondo Cupertino sta nel software del melafonino - e non solo di questo, anche del 3G e del 3GS - che sbaglia a calcolare la corretta potenza del segnale di rete. E quindi, sul display compaiono più tacche di quante ne dovrebbero apparire, e zone in cui il segnale è debole vengono quindi rappresentate come aree con buona ricezione. Cosa c'entra a questo punto il modo in cui si tiene il telefono in mano? Secondo Apple, chi nota un difetto di ricezione stringendo l'iPhone nel modo incriminato, avrebbe problemi di segnale a prescindere. Si troverebbe cioè in una zona in cui il telefono dovrebbe mostrare una, massimo due tacche e invece ne mostra quattro. A quel punto, non serve mettere il telefono in un guscio protettivo, tenerlo con le pinze isolanti o incollarlo all'orecchio con il nastro adesivo. La ricezione sarebbe comunque scarsa, perché il software dice che ci sono quattro tacche e invece la rete cellulare non la pensa così.


La soluzione. Trattandosi di un problema software, Apple ha dichiarato che lo risolverà con un aggiornamento del sistema operativo che arriverà "entro le prossime settimane". Il nuovo codice utilizzerà le direttive di AT&T, l'operatore americano, affinché il telefono mostri una rappresentazione coerente della copertura di rete di zona. Apple ribadisce che iPhone 4 non ha alcun problema di ricezione a livello hardware, anzi secondo l'azienda è il miglior iPhone mai prodotto e quello che ha dato i risultati migliori nei test. Ma nelle verifiche svolte da siti più o meno autorevoli, il problema di ricezione del nuovo iPhone sembra proprio strettamente correlato a come lo si tiene in mano e all'effetto che questo ha sul circuito dell'antenna. E infatti le polemiche continuano, supportate da prove tecniche tese a dimostrare che il problema software, se esiste, non è la causa delle lamentele che in questi giorni hanno riempito la rete.

Cosa dicono gli utenti. Naturalmente dopo la risposta di Apple arrivano le repliche di chi l'iPhone lo usa tutti i giorni. E basta scorrere un po' i blog per capire che secondo molti, l'aggiornamento di Apple risolverà il problema solo parzialmente e lascerà sul tavolo la questione dell'impugnatura proibita. Il melafonino sarà più accurato nel riportare quanto segnale c'è in zona, ma secondo gli utenti, questo non eviterà che la linea cada all'improvviso toccando lo chassis dell'iPhone dove non si dovrebbe toccare. Quando l'aggiornamento verrà rilasciato si vedrà se ad avere ragione è l'azienda o gli utenti di iPhone. Fino a quel momento, bisognerà continuare a tenere il telefono con più attenzione del dovuto, e fare le sottrazioni quando sullo schermo compaiono tacche fantasma.

fonte:
http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/07/02/news/apple_risponde_su_iphone_4-5341493/

6lug/10

Amplitube iRig, iPhone e chitarra

di Ivan Fulco
La prima applicazione che in un palmo di mano contiene un intero set di effetti audio digitali, per chitarra e basso. Per suonare dal vivo e in studio con l'iPhone e le sei corde: è Amplitube iRig di IK Multimedia. La nostra prova

Se Jimi Hendrix fosse qui (e in effetti, in qualche forma, non è mai andato via) forse non approverebbe i mille vizi a cui la tecnologia ha abituato la nuova generazione di musicisti. Forse, visto il livello tecnico e qualitativo di alcuni software di effettistica digitale, come questo Amplitube iRig. L'ultimo in ordine di tempo tra quelli prodotti da IK Multimedia, marchio di primo piano del software musicale, per di più italiano. Cosa si può fare con un iPhone e iRig? Semplice, suonare dal vivo come se si avessero a disposizione l'intero set di amplificatori, cabinet, pedali e cavi di un chitarrista professionista, ma tutto sullo schermo da 3,5 pollici del melafonino. Sotto forma di un "MultiFX mobile" per chitarra e basso.

Amplitube iRig - dieci pedali, senza pedali. Per funzionare, l'applicazione di IK Multimedia richiede un piccolo accessorio, denominato iRig, al quale collegare il proprio strumento, chitarra o basso, per interfacciarlo all'iPhone e a un amplificatore esterno. A quel punto è sufficiente avviare l'app sul telefono per aprirsi al mondo della gestione dei microeffetti audio. Nella sua versione Full (App Store, 16 euro), Amplitube mette a disposizione un totale di dieci effetti, cinque amplificatori, cinque cabinet e due microfoni. Decisamente quanto basta per una "live-app", e che può tornare utile anche in studio.

Tra i pedali, non mancano i classici del rock, dal distorsore al flanger, dal chorus al wah, passando per overdrive, octave e delay. Ogni impianto può prevedere un massimo di tre effetti, più un amp, un cab e un mic, ma l'applicazione permette di salvare un totale di 36 preset. Per i più poveri, perché il rock in fondo è musica di strada, è prevista una versione Free dell'applicazione, con pochi stomp base, ma da ampliare acquistando nuovi effetti o accessori direttamente in-app, a prezzi popolari di 2-4 euro. Non manca ovviamente la possibilità di importare brani o basi da PC o Mac.

La gestione, come si addice alle interfacce iPhone, avviene in punta di dito, con le riproduzioni dei controlli reali dei vari dispositivi da regolare uno slide alla volta. Ma se l'interfaccia è solo simulata, non si può dire altrettanto della resa audio. La qualità del suono è eccellente, anche considerato lo strumento usato, per quanto l'effetto finale non possa replicare esattamente la "real thing". Ma d'altra parte, un iPhone valvolare è una tecnologia che Apple non deve aver preso in considerazione. L'esperienza musicale, invece, è assolutamente anomala. L'effetto sonoro passa dal piede (pedale) alla mano (iPhone), perdendo tutta la passione dell'overdrive schiacciato con potenza nel pieno dell'assolo. Molto meno rock, nulla da dire. Provare a controllare iPhone con le dita dei piedi, d'altronde, non è un'alternativa.


Verso Brian Eno e oltre. Ma è questa la musica del futuro? Chi crede che Amplitube sia un giocattolino per tecnofili, probabilmente sottovaluta la portata della musica tattile. Su App Store è infinito il numero di applicazioni musicali a disposizione, ora ulteriormente aumentate con l'arrivo di iPad, alcune delle quali espressamente promosse da noti musicisti. È il caso di Bloom, progettata da Brian Eno, o di MorphWiz, opera di Jordan Rudess. Ed è in arrivo una versione di Amplitube anche per il nuovo tablet di Apple. Ma oltre queste la scelta è sconfinata: da Groovemaker, per creare musica elettronica, a Ellatron, il sintetizzatore in stile Mellotron, fino ad arrivare all'iElectribe di Korg. E poi Beatwave, ThumbJam o Beatbox, strumenti che si allontanano dall'uso professionale, nondimeno permettono a chiunque di creare musica con un approccio ludico. Troppo facile improvvisarsi musicisti in questo modo? Beh, nemmeno i Sex Pistols sapevano suonare la chitarra.

Amplitube e i suoi fratelli, da questo punto di vista, sono il simbolo di una generazione sempre più digitale, nel senso dei bit e del dito, che tenta di controllare tutto attraverso un singolo dispositivo, e che trova geneticamente ovvio abdicare all'analogico. I rocker della prima ora opporranno resistenza, ma dimenticano che molti dei grandi del rock hanno sperimentato in qualche modo con il digitale. Ora è l'epoca della generazione iPhone. Chissà che ne penserebbe Jimmy Page.

fonte:
http://canali.kataweb.it/kataweb-itech/2010/07/05/amplitube-irig-iphone-e-chitarra/

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