Sinpecado nuove tecnologie dal web

30lug/10

iPhone 4, la prova su strada

In vendita da oggi il supertelefonino Apple: lo abbiamo testato e vi raccontiamo come funziona e cosa fare per usarlo al meglio

Arriva oggi 30 luglio nei negozi italiani l'iPhone 4, forse il prodotto Apple di cui più si è parlato negli ultimi tempi. E non sempre bene: un paio di settimane fa, Steve Jobs ha convocato una conferenza stampa per cercare di smontare l'«Antennagate», una tempesta mediatica che ha trasformato un successo (tre milioni di esemplari venduti in tre settimane) in un disastro. Il nuovo supertelefonino Apple, infatti, più che per le sue raffinatezze tecnologiche, è diventato famoso per un difetto: impugnandolo in un certo modo la ricezione peggiorerebbe fino a scomparire. Jobs ha ammesso in parte il problema –comune però a molti altri telefonini - e ha deciso di regalare (anche in Italia) una custodia in silicone che protegge il corpo in vetro e acciaio dell'apparecchio e riduce le interferenze.

L'antenna
Abbiamo testato l'iPhone 4 per alcuni giorni, tra Milano, Torino e Napoli. All'aperto e al chiuso, nella metropolitana, sul treno, in auto. A meno di non essere mancini, non è facile coprire con la mano il punto debole dello smartphone Apple, che è l'angolo in basso a sinistra. Ma anche così, e anche se l'indicatore di campo segna qualche tacca in meno, normalmente la linea non cade e la connessione internet continua a funzionare. Il fenomeno, insomma, esiste, ma in aree dove la copertura della rete cellulare è buona non impedisce di usare al meglio l'iPhone 4. Che, anzi, è più sensibile del modello precedente e permette di fare e ricevere telefonate anche in garage e ascensori, dove il 3GS rimaneva muto. In questi casi, tuttavia, le voci possono risultare metalliche; qualche volta è anche successo che la comunicazione si interrompesse. L'«Antennagate», alla fine sembrerebbe inspiegabile, non fosse per la scarsa qualità del segnale di AT&T, che negli Usa è il solo operatore autorizzato a distribuire lo smartphone Apple. E infatti non si registrano le stesse lamentele in Germania, Francia, Regno unito e Giappone, dove l'iPhone 4 è in vendita da oltre un mese e la rete cellulare è più capillare e più efficiente di quella americana.

Il resto
L'iPhone 4 adopera lo stesso processore dell'iPad, la fortunata tavoletta-computer di Apple: è molto veloce nell'uso e parco nei consumi, tanto che la batteria arriva a una giornata intera, tra telefonate, navigazione su internet, notifiche push, wi-fi (pure questo migliorato), foto e video. La qualità delle immagini è cresciuta, grazie alla fotocamera che passa da 3 a 5 Megapixel; finalmente è stato aggiunto un flash per le riprese al buio. A breve arriverà anche la versione per iPhone di iMovie, il software Apple per montaggi di video e immagini in HD, da condividere poi via internet o da vedere in tv tramite un cavetto: negli Usa qualcuno ci ha già fatto un film. Il punto forte dell'apparecchio è però il display, che dei modelli precedenti riprende le dimensioni (3,5 pollici), quadruplicandone la risoluzione: i testi, anche microscopici, si leggono ora senza fatica, le immagini hanno un dettaglio e una profondità mai viste, i video sono chiarissimi (specie i cartoons). Ci guadagnano pure i libri, e infatti sul nuovo iPhone c'è l'applicazione per eBook dell'iPad: si può iniziare a leggere un testo su un apparecchio, mettere un segnalibro, e sull'altro sarà sincronizzato automaticamente.

L'evoluzione
A tre anni e sessanta milioni di esemplari dal debutto, la versione attuale ha coperto quasi tutte le lacune rimproverate al primo iPhone: al'inizio sono arrivati gli Mms, poi il video, la fotocamera è stata rivista, le connessioni a reti telefoniche e wifi rese più veloci, la memoria maggiorata e sono state aggiunte numerose altre funzioni. Il nuovo sistema operativo (installabile anche sul 3GS) offre finalmente il multitasking: ora, ad esempio, si può continuare ad usare Skype per parlare e allo stesso tempo navigare sul web con Safari. Ma solo con l'iPhone 4, che ha una fotocamera frontale, è possibile utilizzare FaceTime e parlare guardandosi negli occhi (l'interlocutore deve avere lo stesso apparecchio ed essere connesso tramite rete wifi). La qualità è ottima, ma la videochiamata esiste da anni e chissà se davvero Jobs riuscirà a renderla popolare. Intanto è riuscito a fare dell'iPhone 4 l'ennesimo feticcio tecnologico di Apple: non è compatibile con i siti web in Flash, monta batterie non sostituibili e funziona solo con le applicazioni approvate a Cupertino, però è bellissimo.

Istruzioni per l'uso
L'iPhone 4 è uno dei pochissimi telefonini con scheda micro Sim. Se si vuole conservare il numero bisogna farsi cambiare la vecchia Sim o provare a tagliarla artigianalmente, col rischio di renderla inutilizzabile.
Al momento l'iPhone 4 si può acquistare esclusivamente nella versione nera; per quella bianca si dovrà aspettare ancora, nonostante la promessa di Jobs, che due settimane fa aveva confermato la disponibilità per fine mese. Pare che problemi di lavorazione ne rallentino la produzione e che gli esemplari finora realizzati non soddisfino ancora lo standard qualitativo di Apple.
Orientarsi nella giungla delle offerte è difficilissimo. Con contratto, l'iPhone 4 ha prezzi variabili da zero euro (Tre Italia) fino a oltre 1500, a seconda dei servizi inclusi, del numero di rate mensili e della durata dell'abbonamento. La versione sbloccata da 16 GB è in vendita da Tim, Vodafone, negli Apple store e online a 659 euro, quella da 32 GB a 779, ma Tre Italia le propone rispettivamente a 599 e 699 euro.
Come in Usa, anche da noi chi non fosse soddisfatto può restituire l'iPhone 4 entro 30 giorni e ottenere un rimborso totale. Interpellati direttamente sulla questione, in via informale Tim, Vodafone e Tre Italia confermano la clausola soddisfatti o rimborsati di Apple, tuttavia le modalità potrebbero variare a seconda dell'operatore.
I "bumper" di Apple sono gratis anche da noi fino alla fine di settembre. Non saranno distribuiti insieme all'iPhone: sembra incredibile, ma esiste un'app con cui prenotarli per averli direttamente a casa.

fonte:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=31&ID_articolo=280&ID_sezione=39&sezione=

28lug/10

‘Noi, Robot’, il libro diventa 2.0

di Francesca Tarissi
Un’opera che ha la forma di un libro e l’anima di un software, che racconta il legame tra esseri umani e creature elettroniche. E che si aggiorna con nuovi capitoli scaricabili dal web

S’intitola Noi, Robot, un titolo che fa pensare subito a Asimov e Alan Parson. Solo che stavolta è al plurale e sulla copertina di un libro non di fantascienza, ma che racconta gli automi e il loro rapporto ormai consolidato con gli esseri umani. E un po’ come i robot, quest'opera di Diego Pierini vive quasi una vita propria, arricchendosi ed evolvendo progressivamente nel tempo. Acquistabile online al prezzo di 1,50 euro, il testo rappresenta infatti un esperimento di nuova editoria digitale: si scarica dalla rete in formato Pdf, si legge sul computer e dispositivi quali Kindle, iPhone e iPad. E soprattutto, si aggiorna con nuovi capitoli, scaricabili dal web.
Noi, Robot è un’opera che ha la forma di un libro e l’anima di un software e che ambisce a crescere, partendo da una versione 1.0 e arrivando fin dove potrà. Soprattutto uno scritto in cui la parola ‘fine’ non pone termine al legame instaurato con il lettore. In un momento storico in cui le azioni degli uomini sono annodate (anche senza fili) alle possibilità delle macchine, Noi Robot rappresenta una lettura utile per capire come ogni nostro pensiero è oggi più prossimo alla possibilità di realizzazione, attraverso l'aiuto delle braccia e delle menti cibernetiche. Nella Rete delle connessioni tra esseri biologici e entità digitali, ormai il confine tra l'uomo e il suo alter ego robot è molto labile

E, contenuti del libro a parte a parte, internet è altro protagonista di questa opera di Pierini, con le sue modalità inedite di creare un link tra testo e lettori. Non a caso ‘Noi, Robot’ ad oggi vanta un blog dedicato all’url (www.noirobot.it ) ed una pagina Facebook (http://www.facebook.com/pages/Noi-Robot/295414208542?ref=search) in cui l’autore descrive le 191 pagine che compongono il testo come: “Un libero percorso storico, filosofico e scientifico affrontato con l’aiuto dell’immaginazione e con il passepartout imprescindibile della fantascienza, alla scoperta dei punti di contatto tra uomo e macchina”.

Edito nella versione elettronica da Banda Larga (www.bandalargaeditore.it), il libro è disponibile anche in versione cartacea in edizione Lampi di Stampa. Da notare però che chi opta per il formato tradizionale su carta perde un po’ dell’idea intrinseca all’operazione stessa ed è comunque costretto a fare ricorso alla rete per poter leggere le integrazioni e gli update gratuiti disponibili periodicamente on line. Insomma, per goderselo appieno, la versione elettronica è la via migliore.

fonte:
http://canali.kataweb.it/kataweb-itech/2010/07/23/noi-robot/

8lug/10

Il libro cartaceo è ancora il migliore. Per adesso

Secondo uno studio americano, la lettura su carta è più veloce di quella possibile con i lettori di ebook

FEDERICO GUERRINI
Secondo uno studio americano, la lettura su carta è più veloce di quella su ebookSarà anche vero che il futuro appartiene al libro elettronico, ma, per il momento, si legge ancora meglio, e più velocemente, sulla carta. Questo secondo uno studio della ditta di consulenza Nielsen Normal Group (da non confondersi con il quasi omonimo istituto di ricerca), che ha misurato le reazioni e i tempi di lettura di 24 persone a cui è stato chiesto di leggere lo stesso breve racconto di Hemingway su Kindle 2, iPad, sul monitor del Pc e su un normale libro.

La lettura su tablet Pc è risultata più lenta del 10,7 % rispetto a quella su carta stampata. L’iPad ha fatto leggermente meglio del Kindle, in termini di velocità: la differenza rispetto alla carta è risultata del 6,2 % sull’iPad e del 10,7 per cento sul Kindle (secondo gli autori dello studio non si tratta però di una differenza significativa). È stato misurato però anche il grado di soddisfazione degli utenti rispetto ai diversi media e, in maniera piuttosto sorprendente, i lettori elettronici hanno battuto di pochissimo il libro.

Il mezzo definito da tutti gli utenti più lento, oltre che più scomodo e meno rilassante, è stato invece lo schermo del computer che ha rivelato anche un effetto collaterale poco simpatico: ai partecipanti, la lettura davanti al Pc ricordava troppo il lavoro d’ufficio. Sembrerebbe quindi che il buon vecchio libro cartaceo surclassi ancora i suoi tecnologici concorrenti, ma ci sono diversi “però”. Prima di tutto, il campione: 24 utenti non sono certo un gruppo statisticamente molto significativo, per trarre conclusioni al di là di ogni dubbio.

Sarebbe interessante vedere uno studio effettuato su più vasta scala, tenendo conto anche di diverse fascie di età dell’utenza: si potrebbe per esempio scoprire se le persone più giovani, nate e abituate alle nuove tecnologie, hanno le stesse difficoltà di lettura di quelle esaminate da Nielsen, e se, sui grandi numeri, l’iPad mantebbe il suo piccolo “primato” rispetto al Kindle. Inoltre, lo studio non ha analizzato i tempi di lettura su un computer portatile, altro elemento che sarebbe stato interessante poter conoscere.

Tuttavia, lo studio, che in parte conferma ciò che già si sospettava intuitivamente, lascia intravedere un futuro radioso per gli ebook reader, che già oggi sfidano, quanto a piacevolezza di lettura, la cellulosa e, con l’arrivo dei nuovi schermi a maggiore risoluzione (oltre i 300 dpi), promettono di superarla.

fonte:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=7832&ID_sezione=38&sezione=

Inserito in: ipad Nessun commento
6lug/10

Amplitube iRig, iPhone e chitarra

di Ivan Fulco
La prima applicazione che in un palmo di mano contiene un intero set di effetti audio digitali, per chitarra e basso. Per suonare dal vivo e in studio con l'iPhone e le sei corde: è Amplitube iRig di IK Multimedia. La nostra prova

Se Jimi Hendrix fosse qui (e in effetti, in qualche forma, non è mai andato via) forse non approverebbe i mille vizi a cui la tecnologia ha abituato la nuova generazione di musicisti. Forse, visto il livello tecnico e qualitativo di alcuni software di effettistica digitale, come questo Amplitube iRig. L'ultimo in ordine di tempo tra quelli prodotti da IK Multimedia, marchio di primo piano del software musicale, per di più italiano. Cosa si può fare con un iPhone e iRig? Semplice, suonare dal vivo come se si avessero a disposizione l'intero set di amplificatori, cabinet, pedali e cavi di un chitarrista professionista, ma tutto sullo schermo da 3,5 pollici del melafonino. Sotto forma di un "MultiFX mobile" per chitarra e basso.

Amplitube iRig - dieci pedali, senza pedali. Per funzionare, l'applicazione di IK Multimedia richiede un piccolo accessorio, denominato iRig, al quale collegare il proprio strumento, chitarra o basso, per interfacciarlo all'iPhone e a un amplificatore esterno. A quel punto è sufficiente avviare l'app sul telefono per aprirsi al mondo della gestione dei microeffetti audio. Nella sua versione Full (App Store, 16 euro), Amplitube mette a disposizione un totale di dieci effetti, cinque amplificatori, cinque cabinet e due microfoni. Decisamente quanto basta per una "live-app", e che può tornare utile anche in studio.

Tra i pedali, non mancano i classici del rock, dal distorsore al flanger, dal chorus al wah, passando per overdrive, octave e delay. Ogni impianto può prevedere un massimo di tre effetti, più un amp, un cab e un mic, ma l'applicazione permette di salvare un totale di 36 preset. Per i più poveri, perché il rock in fondo è musica di strada, è prevista una versione Free dell'applicazione, con pochi stomp base, ma da ampliare acquistando nuovi effetti o accessori direttamente in-app, a prezzi popolari di 2-4 euro. Non manca ovviamente la possibilità di importare brani o basi da PC o Mac.

La gestione, come si addice alle interfacce iPhone, avviene in punta di dito, con le riproduzioni dei controlli reali dei vari dispositivi da regolare uno slide alla volta. Ma se l'interfaccia è solo simulata, non si può dire altrettanto della resa audio. La qualità del suono è eccellente, anche considerato lo strumento usato, per quanto l'effetto finale non possa replicare esattamente la "real thing". Ma d'altra parte, un iPhone valvolare è una tecnologia che Apple non deve aver preso in considerazione. L'esperienza musicale, invece, è assolutamente anomala. L'effetto sonoro passa dal piede (pedale) alla mano (iPhone), perdendo tutta la passione dell'overdrive schiacciato con potenza nel pieno dell'assolo. Molto meno rock, nulla da dire. Provare a controllare iPhone con le dita dei piedi, d'altronde, non è un'alternativa.


Verso Brian Eno e oltre. Ma è questa la musica del futuro? Chi crede che Amplitube sia un giocattolino per tecnofili, probabilmente sottovaluta la portata della musica tattile. Su App Store è infinito il numero di applicazioni musicali a disposizione, ora ulteriormente aumentate con l'arrivo di iPad, alcune delle quali espressamente promosse da noti musicisti. È il caso di Bloom, progettata da Brian Eno, o di MorphWiz, opera di Jordan Rudess. Ed è in arrivo una versione di Amplitube anche per il nuovo tablet di Apple. Ma oltre queste la scelta è sconfinata: da Groovemaker, per creare musica elettronica, a Ellatron, il sintetizzatore in stile Mellotron, fino ad arrivare all'iElectribe di Korg. E poi Beatwave, ThumbJam o Beatbox, strumenti che si allontanano dall'uso professionale, nondimeno permettono a chiunque di creare musica con un approccio ludico. Troppo facile improvvisarsi musicisti in questo modo? Beh, nemmeno i Sex Pistols sapevano suonare la chitarra.

Amplitube e i suoi fratelli, da questo punto di vista, sono il simbolo di una generazione sempre più digitale, nel senso dei bit e del dito, che tenta di controllare tutto attraverso un singolo dispositivo, e che trova geneticamente ovvio abdicare all'analogico. I rocker della prima ora opporranno resistenza, ma dimenticano che molti dei grandi del rock hanno sperimentato in qualche modo con il digitale. Ora è l'epoca della generazione iPhone. Chissà che ne penserebbe Jimmy Page.

fonte:
http://canali.kataweb.it/kataweb-itech/2010/07/05/amplitube-irig-iphone-e-chitarra/

Inserito in: ipad, iphone Nessun commento
11giu/10

AT&T e iPad: un bug svela 114 mila indirizzi email

di Laura Benedetti

Il gruppo di hacker francesi Goatse Security ha scoperto un bug nel sito Internet dell'operatore telefonico americano AT&T, attraverso il quale è possibile recuperare le informazioni di tutti i clienti che possiedono un iPad.


Più precisamente, lo script di AT&T permetteva di recuperare un indirizzo di posta elettronica associato ad un identificativo unico, presente su ciascun iPad (ICC-ID). Lo script, che automatizza il recupero dei dati sensibili di ogni utente, sarebbe stato violato da terze persone prima di essere inviato ad AT&T, che ha così provveduto a correggere la falla.

Secondo ValleyWag, sarebbero stati compromessi più di 114.000 account, "anche se è impossibile che le informazioni trovate di tutti i proprietari di un iPad 3G negli Stati Uniti siano state rese pubbliche". Tra le persone coinvolte riconosciamo anche volti noti come Janet Robinson, Presidente di New York Times, Hinton, Presidente di Dow Jones, Michael Bloomberg, Presidente di Bloomberg LP ed anche Chase Carey, presidente di News Corp.

Tra gli indirizzi di posta elettronica recuperati, molti appartengono a dipendenti dell'esercito americano, del DARPA ed anche del governo americano. Dopo questa svista, la direzione del New York Times avrebbe inviato una mail a tutti i dipendenti suggerendo di non utilizzare la connettività 3G fino a nuovo ordine. In passato, Goatse Security aveva scoperto bug nei browser Firefox e Safari.

fonte:
http://notebookitalia.it/at-t-e-ipad-un-bug-svela-114-mila-indirizzi-email-8571

Inserito in: hitech, ipad Nessun commento
10giu/10

App Mania, le migliori app per iPhone, iPod e iPad

ecco le app del momento:

Body Secrets
Mode e tendenze / 1,59 euro / Nuova applicazione
Il tuo interlocutore si infila le dita nel naso per poi scrollarsi la forfora nel piatto di spaghetti [cit.]? Scopri cosa vuole comunicarti con Body Secrets, un glossario del linguaggio del corpo con oltre 240 gesti e posizioni catalogati e illustrati. La panoramica dei comportamenti è piuttosto ampia, anche se per ciascuno viene offerta solo una brevissima analisi. Il database può essere consultato per parte del corpo, per stato mentale, per situazione e per ordine alfabetico. Completa l’offerta una breve guida all’analisi comportamentale. L’interfaccia grafica è minimale e la traduzione italiana decisamente da rivedere, ma c’è molto materiale utile per aspiranti antropologi, redatto con serietà. Per chi si occupa di “risorse umane”, atroce locuzione gentilmente offerta dalla società post-industriale.


Etude
Musica / 3,99 euro / Nuova applicazione
In cinque parole, l’iBook degli spartiti musicali. Ogni partitura è associata a un volumetto con copertina e scheda dati, da collezionare e catalogare sullo scaffale. Selezionato un pezzo, la partitura scorre su schermo, mostrando in tempo reale la corretta pressione dei tasti del pianoforte. La velocità può essere ridotta o incrementata, perché studiare un pezzo classico richiede dedizione. I nuovi brani possono essere scaricati dall’ottimo store interno, che allo stato attuale offre centinaia di pezzi classici totalmente gratuiti. Verrebbe voglia di studiare il piano, se non fosse che la tecnologia ci ha ormai rimbambiti del tutto. Per chi ha appena iniziato, ma anche per chiunque ami il suo pianoforte.


Libretto universitario
Produttività / 1,59 euro / Aggiornamento
Il tuo iLibretto universitario, per registrare tutti gli esami sostenuti, elaborare le statistiche di voto e consultare i grafici del profitto accademico. Perché se la carriera universitaria fa schifo, quantomeno piacerà il libretto. Tra le statistiche, anche i tempi di frequenza, la somma dei crediti, il calcolo delle medie e altro ancora. Offre inoltre l’opzione per sincronizzare tutti i dati in un archivio online, gestibile autonomamente quando non si dispone dell’iPhone. La possibilità di personalizzare la cover, inserendo persino il logo della propria università, già presente nel database interno, è il tocco di classe finale. Imperdibile. Ma non dimenticatevi di dare gli esami. Per chi ancora crede nel pezzo di carta, beata gioventù.


Play Gianna Nannini
Musica / 3,99 euro / Nuova applicazione
In collaborazione con Dada, l’applicazione ufficiale dedicata a Gianna Nannini, completa di notizie, foto, biografia e, doppio pollice in alto, moltissima musica. All’interno, ben dieci album dell’artista di Siena, da “Cuore” ad “Aria”, da “Profumo” a “Scandalo”, per un totale di 95 brani, tutti ascoltabili in streaming, nella loro interezza e con una buona qualità audio. L’obbligo di una connessione Internet riduce la praticità d’uso, ma a questo prezzo rimane una scelta commerciale da incoraggiare. Per i fan, l’applicazione definitiva. Tutti gli altri saranno lieti di sapere che Dada sta preparando altre applicazioni monografiche dedicate ad altri artisti. iVasco e iLigabue imparino. Per chi vuole questa app x forza e x amore.

Prontuario delle violazioni e nuovo codice della strada
Riferimento / 23,99 euro / Aggiornamento
Per il vigile urbano che non deve chiedere mai, il testo unico del codice della strada, comprensivo di prontuario delle violazioni per multare con assoluto rigore gli automobilisti brutti e cattivi. Dalla redazione del verbale all’applicazione delle sanzioni accessori, fino alle frasi convenzionali per stranieri e alla tabella degli spazi di frenata, non manca nulla. La consultazione può avvenire per indice, per ordine numerico o per parole chiave. Include una sezione dei preferiti, anche se l’idea che un vigile urbano abbia un’infrazione preferita può far sorridere. Per chi ha un taccuino in mano e un fischietto in bocca (e non è un arbitro), e non sa quanto l’amiamo quando decide di chiudere un occhio.

fonte:
http://canali.kataweb.it/kataweb-itech/

7giu/10

iPhone HD in arrivo

Scritto da: Federico Cella

Il ritmo assunto da Apple nel richiamare l'attenzione mondiale - di tecnofili e anche non - sui proprio prodotti sta diventando altamente significativo sull'attuale situazione di rapporti di forza (Cupertino che supera Microsoft), e allarmante per i rivali di Steve Jobs (che ha preconizzato la fine del core business della multinazionale di Redmond, i pc).

Dopo l'infinita saga iPad, si ricominicia stasera con il nuovo Melafonino, quello che probabilmente si chiamerà iPhone HD. Un po' per il nuovo superschermo, un po' per la nuova telecamera, con tanto di flash (come si vede nella foto sopra presa da Gizmodo, il sito protagonista del "furto" dell'iPhone dimenticato da un ubriaco, una delle storie "tecnologiche" più assurde degli ultimi tempi).

Come detto, di questo telefono che verrà presentato oggi si sa già molto, non tutto ma quasi. Si sa quello che Apple vuole che si sappia, e cioè che il nuovo iPhone avrà caratteristiche capaci ancora una volta di portarlo un passo avanti rispetto ai cellulari rivali - il nuovo os 4.0 con finalmente il multitasking, iChat integrato, batteria potenziata, il nuovo chip A4, lo stesso, potente, dell'iPad -, e un ulteriore gradino verso la supposta fine del concetto di pc come ora lo conosciamo.

Android di Google sta crescendo, ma lentamente (come si può vedere nel grafico sotto, sul mercato degli smartphone), Microsoft nicchia e Nokia cavalca - ma soprattutto verso altri mercati -. Forse è auspicabile che altri soggetti entrino con forza, buone idee e capacità realizzative e di marketing. Perché è un periodo di importanti cambiamenti e avere più scelta conviene senz'altro ai consumatori.



fonte:
http://vitadigitale.corriere.it/2010/06/iphone_hd_in_arrivo.html

3giu/10

Ecco iPed, il clone cinese di iPad


Costa, cambio alla mano, qualcosa come 90 euro e al suo interno ha un hardware di tutto rispetto. E' basato sull'ottimo sistema operativo Google Android e gira lo schermo a seconda del posizionamento grazie all'accelerometro interno. Si chiama iPed ed è una copia cinese dell'oggetto del momento, il tablet di Apple iPad. Che costa molto, molto di più (e però funziona anche in modo molto diverso). Ma è un oggetto già stra-cult.



Guarda il video iPed:

Ecco le caratteristiche dell'ipad cinese iPed:

* Google Android OS 1.6 (unable to install another OS)
* Processore 800MHz (Actual 533MHz)
* 128MB RAM DDR2
* 2GB NAND FLASH, support SDHC TF card up to 16GB
* 8″ high-brightness TFT LCD widescreen touch display (800*600 pixel resolution)
* Touch Control: Full size touch operation, sliding menu, functional icon dragging
* Orientation Sensors With accelerometer, automatic steering display screen
Network 802.11b/g/n Wi-Fi network connection
* Microphone Built-in
* Speaker 1 speaker
* Slots 1 * Micro SD/TF card slot (support up to 16GB)
* 1 * USB
* 1 * 3.5mm Stereo Audio out
* Funzioni: E-Book, Office word processing, Document to go (word, excel, PPT, PDF)
* Software: Google chome-lite Browser, UCWEB Browser; Mainstream web mail service, Gmail, Yahoo mail, Hotmail, Sina mail, 163 mail; Fring, Skype out; QQ, MSN, SKYPE, GTALK
* Linguaggio: Support for display of multiple languages and characters simultaneously
* Batteria: Built-in 2400mAh rechargeable battery
* Power Adapter: 100-240V (US plug)
* Accessori: AC power adapter, USB data cable, user manual

fonte:
http://canali.kataweb.it/kataweb-itech/2010/06/01/ecco-iped-il-clone-cinese-di-ipad/

1giu/10

Venduti 2 milioni di iPad, ma in Europa sono più cari che negli USA

di: redazione pctuner.net

Da pochi giorni destano malumore (non tra i fan Apple) le politiche di prezzi praticate da Cupertino, che appaiono diverse tra Europa e America e a sfavore dei primi, nonostante questo, Apple ha annunciato di aver venduto 2 milioni di tablet e per fine anno si punta a sfondare il tetto dei 5 milioni di pezzi.


Secondo gli analisti che hanno preso in considerazione i prezzi finali di vendita degli iPad, rispetto al costo dei componenti hardware, Europa e Gran Bretagna sono le aree dove acquistare il tablet di Apple costa di più, con rincari che vanno dal 20 al 25% rispetto ai prezzi statunitensi.

Confrontando i prezzi al di là e al di qua dell’oceano, si scopre che la versione base, sprovvista di modulo 3G e con 16 GB di memoria, negli Stati Uniti viene venduta a 499 dollari, che equivalgono, al cambio attuale, a 405 euro, mentre in Europa la stessa versione viene venduta con cambio 1:1 a 499 euro, o, se preferite, all’equivalente di 613 dollari. Va ancora peggio oltremanica, dove l’iPad base si acquista per l’equivalente di 620 dollari.

Continuando con la versione più costosa, il modello dotato di connettività 3G e con 64 GB di spazio di archiviazione, in America è venduto a 829 dollari, più o meno 674 euro, mentre qui da noi non si acquista per meno di 799 euro (più di 980 dollari).

A leggere i dati del confronto, sembra che Apple giochi sul cambio per incamerare profitti superiori nella zona euro, oppure che abbia previsto un crollo dell’euro che altri esperti di economia non ipotizzavano?

Alcuni riflettono, poi, sul costo effettivo dei componenti dell’iPad, che, per tutte le versioni, non arriva a superare i 200 dollari, dunque i margini di profitto di Apple nell’affare iPad sono quanto di più alto si trovi nell’industria dell’elettronica.

Poco prima che l’iPad venisse commercializzato in America, un sondaggio aveva evidenziato come in molti si domandavano che senso avesse acquistarlo a quel prezzo, ma le vendite sono andate bene e la situazione si sta replicando in Europa, nulla sembra fermare i fan della Mela, neppure la crisi economica.

fonte:
http://www.pctuner.net/news/13863/Venduti-2-milioni-di-iPad-ma-in-Europa-sono-piu-cari-che-negli-USA/

Inserito in: hitech, ipad Nessun commento
28mag/10

iPad, è il giorno. Ma molti sono stati consegnati già da giorni

Scritto da: Federico Cella

L’iPad va in vendita in Italia solo da questa mattina ma sono già diverse decine, forse qualche centinaio, gli italiani ad aver messo le mani sulla versione localizzata della tavoletta di Apple. L’anticipo delle consegne pare sia da imputare a qualche errore da parte dei corrieri espresso che hanno recapitato l’oggetto del desiderio giorni prima della data ufficiale – il primo arrivo “certificato” risale a martedì scorso (vedi sotto il video) – ad alcuni italiani che hanno prenotato il tablet pc sul sito della Mela. In totale oltre centomila, secondo dati non ufficiali. Incredulità e mani tremanti nel momento del cosiddetto “unboxing” – il rito feticista dell’apertura di un oggetto tecnologico-, perché chi si è visto arrivare il pacco inatteso è tra il gruppo dei primi che
iPad_arrivato.jpg
hanno prenotato l’iPad online. Dunque si tratta di tecnofili inguaribili. Che hanno pensato di testimoniare la primizia con una pratica ricorrente e molto efficace: i “miracolati” hanno subito messo online le foto del loro nuovo tablet mentre visualizza la schermata del Corriere della Sera di quel giorno (a destra la foto presa dal sito Macity). L’applicazione che permette di sfogliare il quotidiano in versione digitale è già stata scaricata da più di cinquemila utenti - con un’impennata, non a caso, negli ultimi due giorni –, e permette la lettura del giornale, in modo gratuito fino alla fine di giugno, dalle ore 7 di ogni mattina.

Archiviato la curiosità delle consegne inaspettate, comunque mal digerita da Apple che negli Stati Uniti aveva trattenuto le bolle di consegna proprio per evitare quanto accaduto da noi, la mattinata di oggi si preannuncia densa di code. E non solo davanti agli Apple Store – che per l’occasione sono aperti dalle ore 8 -, ma anche nei punti vendita Unieuro, Fnac, Mondadori Multicenter, Mediawolrd e Saturn. Dove gli iPad sono arrivati solo nelle ultime ore, spingendo molti negozi a una vera corsa per organizzare gli espositori Apple-correlati, con tanto di personale opportunamente formato per spiegare ai clienti la novità. Ogni catena ha ricevuto da qualche centinaio a qualche migliaio di pezzi, creando da subito qualche dubbio sulla capacità di far fronte alle richieste. “Abbiamo in realtà già la certezza che dovremo fare immediatamente dei nuovi ordini”, spiegano dal gruppo Mediamarket. “Ma prima di poter procedere, dovremo prima capire su quale modello si orienteranno maggiormente gli italiani. Anche se la certezza è che le versioni 3G saranno le più vendute, data la quasi assenza di punti di connessione wi-fi nel nostro Paese”.


fonte:
http://vitadigitale.corriere.it/2010/05/ipad_e_il_giorno_ma_molti_sono.html

Inserito in: hitech, ipad Nessun commento
Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes