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iPhone 4, la prova su strada
In vendita da oggi il supertelefonino Apple: lo abbiamo testato e vi raccontiamo come funziona e cosa fare per usarlo al meglio
Arriva oggi 30 luglio nei negozi italiani l'iPhone 4, forse il prodotto Apple di cui più si è parlato negli ultimi tempi. E non sempre bene: un paio di settimane fa, Steve Jobs ha convocato una conferenza stampa per cercare di smontare l'«Antennagate», una tempesta mediatica che ha trasformato un successo (tre milioni di esemplari venduti in tre settimane) in un disastro. Il nuovo supertelefonino Apple, infatti, più che per le sue raffinatezze tecnologiche, è diventato famoso per un difetto: impugnandolo in un certo modo la ricezione peggiorerebbe fino a scomparire. Jobs ha ammesso in parte il problema –comune però a molti altri telefonini - e ha deciso di regalare (anche in Italia) una custodia in silicone che protegge il corpo in vetro e acciaio dell'apparecchio e riduce le interferenze.
L'antenna
Abbiamo testato l'iPhone 4 per alcuni giorni, tra Milano, Torino e Napoli. All'aperto e al chiuso, nella metropolitana, sul treno, in auto. A meno di non essere mancini, non è facile coprire con la mano il punto debole dello smartphone Apple, che è l'angolo in basso a sinistra. Ma anche così, e anche se l'indicatore di campo segna qualche tacca in meno, normalmente la linea non cade e la connessione internet continua a funzionare. Il fenomeno, insomma, esiste, ma in aree dove la copertura della rete cellulare è buona non impedisce di usare al meglio l'iPhone 4. Che, anzi, è più sensibile del modello precedente e permette di fare e ricevere telefonate anche in garage e ascensori, dove il 3GS rimaneva muto. In questi casi, tuttavia, le voci possono risultare metalliche; qualche volta è anche successo che la comunicazione si interrompesse. L'«Antennagate», alla fine sembrerebbe inspiegabile, non fosse per la scarsa qualità del segnale di AT&T, che negli Usa è il solo operatore autorizzato a distribuire lo smartphone Apple. E infatti non si registrano le stesse lamentele in Germania, Francia, Regno unito e Giappone, dove l'iPhone 4 è in vendita da oltre un mese e la rete cellulare è più capillare e più efficiente di quella americana.
Il resto
L'iPhone 4 adopera lo stesso processore dell'iPad, la fortunata tavoletta-computer di Apple: è molto veloce nell'uso e parco nei consumi, tanto che la batteria arriva a una giornata intera, tra telefonate, navigazione su internet, notifiche push, wi-fi (pure questo migliorato), foto e video. La qualità delle immagini è cresciuta, grazie alla fotocamera che passa da 3 a 5 Megapixel; finalmente è stato aggiunto un flash per le riprese al buio. A breve arriverà anche la versione per iPhone di iMovie, il software Apple per montaggi di video e immagini in HD, da condividere poi via internet o da vedere in tv tramite un cavetto: negli Usa qualcuno ci ha già fatto un film. Il punto forte dell'apparecchio è però il display, che dei modelli precedenti riprende le dimensioni (3,5 pollici), quadruplicandone la risoluzione: i testi, anche microscopici, si leggono ora senza fatica, le immagini hanno un dettaglio e una profondità mai viste, i video sono chiarissimi (specie i cartoons). Ci guadagnano pure i libri, e infatti sul nuovo iPhone c'è l'applicazione per eBook dell'iPad: si può iniziare a leggere un testo su un apparecchio, mettere un segnalibro, e sull'altro sarà sincronizzato automaticamente.
L'evoluzione
A tre anni e sessanta milioni di esemplari dal debutto, la versione attuale ha coperto quasi tutte le lacune rimproverate al primo iPhone: al'inizio sono arrivati gli Mms, poi il video, la fotocamera è stata rivista, le connessioni a reti telefoniche e wifi rese più veloci, la memoria maggiorata e sono state aggiunte numerose altre funzioni. Il nuovo sistema operativo (installabile anche sul 3GS) offre finalmente il multitasking: ora, ad esempio, si può continuare ad usare Skype per parlare e allo stesso tempo navigare sul web con Safari. Ma solo con l'iPhone 4, che ha una fotocamera frontale, è possibile utilizzare FaceTime e parlare guardandosi negli occhi (l'interlocutore deve avere lo stesso apparecchio ed essere connesso tramite rete wifi). La qualità è ottima, ma la videochiamata esiste da anni e chissà se davvero Jobs riuscirà a renderla popolare. Intanto è riuscito a fare dell'iPhone 4 l'ennesimo feticcio tecnologico di Apple: non è compatibile con i siti web in Flash, monta batterie non sostituibili e funziona solo con le applicazioni approvate a Cupertino, però è bellissimo.
Istruzioni per l'uso
L'iPhone 4 è uno dei pochissimi telefonini con scheda micro Sim. Se si vuole conservare il numero bisogna farsi cambiare la vecchia Sim o provare a tagliarla artigianalmente, col rischio di renderla inutilizzabile.
Al momento l'iPhone 4 si può acquistare esclusivamente nella versione nera; per quella bianca si dovrà aspettare ancora, nonostante la promessa di Jobs, che due settimane fa aveva confermato la disponibilità per fine mese. Pare che problemi di lavorazione ne rallentino la produzione e che gli esemplari finora realizzati non soddisfino ancora lo standard qualitativo di Apple.
Orientarsi nella giungla delle offerte è difficilissimo. Con contratto, l'iPhone 4 ha prezzi variabili da zero euro (Tre Italia) fino a oltre 1500, a seconda dei servizi inclusi, del numero di rate mensili e della durata dell'abbonamento. La versione sbloccata da 16 GB è in vendita da Tim, Vodafone, negli Apple store e online a 659 euro, quella da 32 GB a 779, ma Tre Italia le propone rispettivamente a 599 e 699 euro.
Come in Usa, anche da noi chi non fosse soddisfatto può restituire l'iPhone 4 entro 30 giorni e ottenere un rimborso totale. Interpellati direttamente sulla questione, in via informale Tim, Vodafone e Tre Italia confermano la clausola soddisfatti o rimborsati di Apple, tuttavia le modalità potrebbero variare a seconda dell'operatore.
I "bumper" di Apple sono gratis anche da noi fino alla fine di settembre. Non saranno distribuiti insieme all'iPhone: sembra incredibile, ma esiste un'app con cui prenotarli per averli direttamente a casa.
Si avvicina il sogno più antico «Possibile viaggiare nel tempo»

Una nuova teoria prevede il «teletrasporto» all’indietro di particelle alla condizione originaria
MILANO — I viaggi nel tempo colpiscono di nuovo la mente degli scienziati che cercano, soprattutto attraverso la nuova fisica, di trovare risposte; almeno teoriche si intende. A intrigarli di più, per certi aspetti, sembrano essere i balzi del passato, forse sedotti da Mark Twain che aveva voluto compiere un viaggio nel Medioevo con il suo Un americano alla corte di re Artù. Per i ricercatori, in tal caso comunque, non si tratta di un vuoto, seppur affascinante, esercizio di fantasia. Seth Lloyd del Mit di Boston alla guida di un gruppo internazionale di studiosi che include pure due italiani (Lorenzo Maccone e Vittorio Giovannetti), ha dimostrato con una sofisticata ma corretta spiegazione come in effetti una viaggio a ritroso nel tempo sarebbe affrontabile.
Rispetto a molti altri tentativi teorici sin qui compiuti, Lloyd aggiunge maggior credibilità perché fa ricorso a un «effetto» prima ignorato. Vediamo come. Egli parte dal teletrasporto, ben noto ai più grazie a Star Trek dove le persone sono trasferite da un luogo all’altro istantaneamente (in laboratorio, comunque, qualche fotone è già stato teletrasportato) e dalla meccanica quantistica. Ma il trucco sta nel far intervenire l'«effetto di postselezione» che, semplificando, è un modo diverso di giocare le carte a disposizione. Grazie ad esso solo le particelle che sono state teletrasportate potrebbero essere riportate indietro nella condizione originaria, facendo così compiere un viaggio a ritroso pure nel tempo.
Il ricorso allo strano «effetto» permette agli scienziati alcuni vantaggi come far entrare in scena la gravità senza però incorrere nei problemi posti dai viaggi temporali ipotizzati finora legati alla teoria della relatività. In tal caso si richiedeva una ben più ardua deformazione sia dello spazio che del tempo. In secondo luogo aggira un paradosso molto famoso noto come il «paradosso del nonno», in cui si immagina di tornare nel passato e di uccidere il nonno e ciò, appunto, è paradossale perché impedirebbe la nascita dell'assassino.
Ma il nuovo tentativo teorico finalizzato ad immaginare una macchina del tempo nasconde, in realtà, un valore aggiunto forse ancora più affascinante e che rappresenta la grande sfida che da decenni, almeno dall’epoca di Einstein, tortura i fisici. È il sogno di unire insieme la meccanica quantistica e le leggi della relatività per arrivare all'ambitissima «teoria del tutto», vale a dire ad un'unica, semplice, legge universale che unifica tutte le altre semplificando la descrizione del mondo.
Oltre all'eccitante frontiera della conoscenza c'è inoltre un intento più concreto. L'effetto di post-selezione impiegato dal professor Lloyd è alla base delle ricerche sul computer quantistico di cui si incominciano a intravedere all'orizzonte alcune possibilità e che quando si materializzerà sconvolgerà di nuovo la nostra vita. Simile prospettiva informatica, ovviamente, non era stata considerata nella Macchina del tempo che H.G. Wells scriveva nel 1885 per farci viaggiare nel futuro portandoci sino all'anno 802.701. Ma paradossalmente, se l'«effetto post-selezione» del professor Lloyd funzionasse davvero aprirebbe entrambe le porte, quelle del passato e del futuro. Ce n'è abbastanza, intanto, per far correre la fantasia.
Giovanni Caprara
fonte:
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_luglio_25/caprara_d43f1ed4-97c1-11df-8aa9-00144f02aabe.shtml
La programmazione per Google Android si apre a tutti

Le statistiche parlano chiaro: Android è in netta crescita ed a breve potrebbe far registrare il sorpasso a discapito di Windows Mobile. Secondo "comScore" il sistema operativo per dispositivi mobili supporto da Google, nel periodo compreso tra febbraio e maggio, avrebbe fatto evidenziare una crescita del 4% in termini di quote di mercato. Tutti gli altri concorrenti avrebbero subito delle flessioni.
I dati di "comScore", riferiti agli Stati Uniti, pongono al vertice RIM con il 41,7% del mercato (-0,4%). A seguire Apple con il 24,4% (-1%), Microsoft con il 13,2% (-1,9%), Google con Android al 13% (+4%) e Palm al 4,8% (-0,6%).
Per rintuzzare ulteriormente "la lotta" con i prodotti rivali, Google ha presentato quest'oggi uno strumento software che consente a tutti, e non solo ai programmatori, di sviluppare applicazioni capaci di operare correttamente sui dispositivi Android. La versione "beta" del progetto, battezzato "App Inventor", è già consultabile in questa pagina.
"Per usare App Inventor non devi essere uno sviluppatore. App Inventor non richiede alcuna conoscenza in fatto di programmazione", si legge sul sito web ufficiale. "E ciò perché, anziché avere la necessità di scrivere del codice, si potrà definire in modo visuale la struttura grafica dell'applicazione ed impiegare una serie di blocchi per definirne il comportamento".
Il sito di App Inventor offre numerosi spunti per la creazione di nuove applicazioni quali la possibilità di interfacciarsi direttamente con la funzionalità GPS, la composizione automatica degli SMS, la produzione di strumenti capaci di collegarsi ai principali social network.
Google sembra così porsi in una posizione diametralmente opposta rispetto ad Apple. Nel caso dei dispositivi firmati dalla società della mela, per poter mettere a punto una nuova applicazione è indispensabile disporre delle necessarie competenze in fatto di programmazione. Inoltre, Apple si riserva il diritto di approvare ogni applicazione.
Apple vende 1,7 milioni di iphone 4
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Con la vendita di 1,7 milioni di iphone 4, Apple raggiunge il record di vendite.
la richiesta sul mercato è difficile da soddisfare e sbalordisce chi non aveva previsto una cifra del genere.
Steve Jobs si è scusato con tutti gli appassionati che si sono trovati a bocca asciutta a causa dell'esaurimento delle scorte.
Questo successo è destinato a crescere e si prevede una vendita entro fine 2010 di 12,2 milioni di pezzi.
Problemi di ricezione per iPhone 4: basta un fix software?
di Andrea Bai
I problemi di ricezione di iPhone 4, che hanno causato tanto imbarazzo ad Apple e dei quali abbiamo avuto modo di parlare in questa notizia, potrebbero non essere di natura hardware e risolti a breve con una patch apposita.
Il sito web AppleInsider afferma infatti che anche con iPhone 3GS si sono verificati alcuni problemi di ricezione a seguito dell'aggiornamento ad iOS 4, un segnale che può far ragionevolmente supporre che si tratti effettivamente di un problema software e non di una erronea progettazione dell'antenna di iPhone 4
iOS 4, tra le numerose novità, introduce una serie di modifiche che riguardano la calibrazione della frequenza radio, ovvero la modalità con cui il terminale va a selezionare le frequenze da utilizzare. Il problema avrebbe luogo, in particolare, nel momento in cui il terminale si trova a dover effettuare la variazione della frequenza radio.
Altri utenti hanno inoltre avuto modo di notare che il problema sembra essere facilmente riproducibile quando il cellulare è collegato ad una rete WWAN 3G, ma non si presenterebbe quando il terminale è agganciato ad una Microcell 3G. Se il problema fosse di natura esclusivamente hardware, dovrebbe occorrere in ogni momento e solamente con i cellulari iPhone 4.
Secondo le informazioni disponibili Apple è già al lavoro per un fix software, che verrà probabilmente rilasciato nel corso della giornata odierna, che aggiornando iOS alla versione 4.0.1 dovrebbe andare a risolvere i problemi di ricezione evidenziati nei giorni passati. I numerosi condizionali sono, ovviamente, d'obbligo.
Il Giappone partorisce un neonato robot per incrementare le nascite

Dovrebbe convincere i genitori dubbiosi: nel 2050 il 40% della popolazione avrà più di 65 anni
TOKYO - Provare a fare i genitori, senza impegno, e vedere l'effetto che fa. Per riuscire nell'impresa ci vuole un bel neonato finto che prende panni, e pannolini, di quello vero. In Giappone lo hanno fatto sul serio per convincere le coppie dubbiose a fare il grande passo: ora c'è un robot, che si chiama Yotaro, "nato" per incrementare il tasso di procreazione del paese, che è tra i più bassi del mondo. In culla il piccolo robot fa tutto, o quasi, quello che fanno i neonati: piange, dorme, si lamenta, sorride e via discorrendo. Il "padre" di Yotaro, come si definisce Hiroki Kunimura, il responsabile del team dell'Università di Tsukuba che lo ha messo al mondo, ha spiegato che le emozioni a cui reagisce il robottino sono state inserite in un computer che le miscela e le rende vicine a quelle vissute da un neonato in carne e ossa. «Credo che le coppie, soprattutto quelle che lavorano, non abbiamo molte possibilità di avvicinarsi ai neonati. Abbiamo notato che tutte le volte che abbiamo mostrato Yotaro in pubblico le persone lo avvicinavano come se fosse vero, manifestando lo stesso tipo di attenzioni e di emozioni».
NEL 2050 IL 40% DELLA POPOLAZIONE SARA' SOPRA I 60 ANNI - Il Giappone, che ha una della più alte aspettative di vita, prevede di avere nel 2050 il 40% della propria popolazione al di di sopra dei 65 anni. Quindi qualcosa per ringiovanire l'età media bisognava fare e anche Yotaro potrebbe dare una mano. Certo da solo non basta e infatti il governo ha deciso di varare un piano che prevede un sussidio di circa 150 dollari al mese da destinare alle coppie che fanno un figlio, che verrà devoluto fino al primo anno di scuola del piccolo. Yotaro, invece, fa tutto quello che deve senza percepire uno yen. L'importante è che non spinga i genitori in prova a lasciar perdere.
Redazione online
fonte:
http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_23/yotaro-robot%20_83fc6364-7eda-11df-b520-00144f02aabe.shtml
Scrivi parolacce? Il computer ti « punisce» col cattivo odore

Un dispositivo collegabile al Pc emette una puzza nauseabonda quando si utilizzano espressioni volgari
MILANO – Si chiama Bocca di Pepe (Pepper Mouth) ed è un congegno tecnologico progettato dalla start-up Ultra Modern Life e ideato da uno studente che ha voluto creare una metafora tecnologica del comportamento di sua nonna, la quale, quando lo sente parlare male, «gli metterebbe il pepe sulla bocca». Lo studente americano si chiama Ozge Kirimlioglu e con il suo Pepper Mouth («Bocca di pepe») vorrebbe dare una svolta moralizzatrice alla dilagante volgarità dei social network e dei blog. Basta collegare la curiosa scatoletta di Ozge al computer tramite una porta Usb e ogni qual volta l’utente utilizzerà un linguaggio eccessivo o troppo sconcio si accenderà una luce rossa come avvertimento e, se il segnale non verrà raccolto, l’apparecchio, carico di bombolette puzzolenti, inizierà a bombardare lo sguaiato utilizzatore, soffocandolo con un olezzo persistente e acuto che gli toglierà ogni voglia di utilizzare un linguaggio da caserma.
SLANG GIOVANILE – Contro le espressioni inappropriate e volgari, Pepper Mouth si propone di combattere l’impoverimento del vocabolario nei giovanissimi, che troppo spesso si abbandonano a espressioni colorite e al tempo stesso stanno perdendo la capacità di usare appropriatamente la propria lingua. Come mostra molto bene il video, «Bocca di Pepe» colpisce con violenza ed emette una puzza in grado di causare una sensazione di malore in chi viene colpito dalla censura.
CHI LO USA? – Resta da vedere chi potrebbe farne uso. Secondo il Telegraph, che riprende questa scoperta un po’ trash, il congegno potrebbe essere acquistato dai genitori per la propria prole, o dai boss per sollecitare un uso un po’ più aulico del linguaggio nelle mail dei dipendenti. O infine , perché no, dai ragazzi volenterosi, che si rendono conto di scrivere in modo sciatto e spesso volgare, ma talvolta perdono il senso della misura e sentono il bisogno di essere sgridati. In un mondo in cui i genitori spesso non rimproverano più, e magari dicono più parolacce dei figli, potrebbe essere il computer a richiamare all’ordine.
Emanuela Di Pasqua
fonte:
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_giugno_23/pc-manda-cattivo-odore-%20se-scrivi-parolacce_69959200-7eaf-11df-b520-00144f02aabe.shtml
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Gioco d’azzardo online, l’Europa mette un freno

di Erika Tomasicchio
La Corte di Giustizia delle Comunità europee in due pronunce recenti ha riconosciuto agli Stati membri il diritto di limitare le scommesse in rete per tutelare i consumatori
Diverte, arricchisce i più fortunati, spesso crea dipendenza. Il gioco d’azzardo on-line, il cosiddetto online gambling, è un mercato fiorente, ma occorre tenerlo sotto controllo. Il monito arriva dalla Corte di Giustizia delle Comunità europee, che in due recenti sentenze, la C-203/08 e la C-258/08, ha stabilito il diritto dei governi nazionali di limitare l'offerta di scommesse in rete a fronte di un “interesse generale di carattere imperativo”, come la prevenzione della dipendenza da gioco o della criminalità organizzata.
Le pronunce rimarcano quanto già previsto dalla normativa europea in vigore, che prevede per i Paesi dell’Unione la possibilità di porre delle restrizioni al gioco d’azzardo telematico per tutelare un interesse generale, purché siano “necessarie, proporzionate e non discriminatorie”. Ad esempio le leggi nazionali possono limitare l’accesso al mercato degli operatori stranieri, nel caso si ritenga che la loro attività in altri Stati membri dell’Unione non costituisca garanzia sufficiente a tutelare i consumatori. Spetta inoltre a ciascun Paese vigilare sulla trasparenza nella concessione delle autorizzazioni, mediante una pubblicità adeguata e controlli sulle procedure di aggiudicazione.
La Corte mette in guardia i legislatori degli Stati membri da eventuali rischi del regime di libero mercato. Non di rado i siti di scommesse virtuali servono a innescare frodi e ad alimentare l’usura e il riciclo di denaro. I soldi, in questo settore scorrono a fiumi: nel solo 2009 il giro d’affari delle scommesse nel nostro Paese è stato di 53 miliardi di euro, con una spesa pro capite media di 890 euro all’anno. Un mercato che non è affatto sfiorato dalla crisi, e che, anzi risulta in rapida crescita. Per non parlare della dipendenza: uno studio del Conagga, Coordinamento nazionale gruppi giocatori d’azzardo, ha evidenziato che i giochi preferiti sono quelli in cui si rincorre la fortuna da soli, sperperando i risparmi sul tavolo verde virtuale per poi finire in cura sul lettino dello psicanalista. La situazione è ancora più delicata se a spendere sono i meno benestanti o gli adolescenti, attratti ad esempio dalle applicazioni mobili per cellulari dedicate ai casinò on-line.
In Europa le scommesse virtuali sono disciplinate da leggi nazionali. Ogni Paese sceglie l’orientamento da adottare, perciò il quadro legislativo è piuttosto eterogeneo. In Italia, come in altri 12 Stati membri, il settore è stato da poco liberalizzato: ciò significa che qualsiasi operatore europeo che ottenga una licenza, può offrire liberamente i propri servizi in rete. In passato il diritto di organizzare scommesse on-line nel nostro Paese spettava esclusivamente al Coni, il Comitato olimpico nazionale italiano, e all'Unire, l'Unione nazionale per l'incremento delle razze equine, finché la Commissione europea non ha avviato un procedimento d'infrazione contro l'Italia, accusata di restringere in maniera sproporzionata l'accesso al mercato degli operatori stranieri.
fonte:
http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2010/06/21/gioco-dazzardo-online-leuropa-mette-un-freno/?ref=HRSN-1
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